Sport e calcio dilettanti con il nuovo DPCM del 14/16 gennaio

Calcio e scii sono due sport molto diversi, e non parliamo della struttura atletica che richiede (sarebbe scontato) ma per la divisione netta che hanno all’interno tra sport agonistico e di interesse nazionale e dimensione dilettantistica. Sono due discipline che da una parte sono molto seguite, anche se gli scii sembra che abbiano più visibilità in autunno e inverno, e che hanno all’interno atleti così importanti tanto da diventare vip, strutture societari elevate e tantissimi sponsor utili ad pagare le ingenti spese degli eventi annuali e i premi. Lo scii sportivo è importante per le località di montagna perché attira anche molti visitatori, come avviene per altri sport ad esempio auto e moto. Dal calcio, allo scii arrivando ad altre discipline ci sono squadre che riescono a sopravvivere alla crisi e ai numerosi stop e limitazioni che i diversi DPCM creano.

Riflessioni sul nuovo DPCM, l’emergenza da una parte la richiesta di aiuto dal settore dall’altra

Le squadre di Serie A e anche di Serie B nel calcio ad esempio riescono ad andare avanti anche con gli stadi chiusi, lo potete vedere voi stessi su topscommesse.com. Ci sono invece le squadre dilettantistiche delle serie minori che hanno difficoltà ad andare avanti, anche ad allenarsi delle volte. Gli appelli da parte di associazioni di categoria e squadre sono diverse, chiedono di attivare maggiori aiuti aggiuntivi a quelli finora arrivati, di attivare delle soluzioni per non far fallire parti importanti e vitale di un intero settore professionale importante anche per bambini e adolescenti.

Cosa succederà nei prossimi mesi con il nuovo DPCM?

Con diversi articoli, un buon resoconto di quello che succederà allo sport e in particolare al calcio dilettantistico e delle serie minori ce lo fornisce tutti i giorni Tuttocampo. Partiamo dai primi giorni quando è arrivata la notizia positiva dell’apertura dei musei proprio dalla bocca di Speranza ma purtroppo molte limitazioni per lo sport.

Al momento le regioni sono divise nelle fasce che conosciamo: rossa, arancione e gialla – gravissima, gravissima media, meno grave di tutte. L’emergenza durerà fino al 30 aprile e le limitazioni allo sport di contatto, agli allenamenti e anche agli spostamenti agonistici sono diversi. Si parla della creazione di una zona bianca, non adesso perché la fase di contagio e numero di positivi è ancora alta o rischia di diventarlo. Nella zona bianca è previsto un ritorno di normalità, forse superiore a quella delle regioni gialle, lì potranno riprendere le attività sportive e anche i campionati giovanili e dilettantistici.

Calcio, ecco quali competizioni vanno avanti oltre alla A e alla B

Tuttocampo poi specifica in un altro articolo quali competizioni vanno avanti, sono quelle definite nel testo di prevalente interesse internazionale oltre che i professionisti.

“Uniche eccezioni i campionati di prevalente interesse nazionale, che oltre i professionisti vede per il calcio a 11 della LND, la Serie D, Primavera 1, Primavera 2, Primavera 3 e Juniores Nazionali. Per i campionati regionali e provinciali difficilmente si potrà derogare dalle linee guida impostate dal governo e quindi anche per la ripresa degli allenamenti di gruppo bisognerà aspettare che la regione rientri all’interno della zona bianca oppure attendere l’aggiornamento del decreto, che visto anche le difficoltà del governo, andrà probabilmente ad esaurirsi il 5 di marzo.”

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